Traversata del MATESE

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E' stata presentata sabato 23 gennaio la pubblicazione «La Traversata del Parco Regionale del Matese: trekking in sette giorni». Autori del volume i soci della sezione CAI di Piedimonte Matese Sandro Furno e Alessandro Valle. Il libro racconta di un'esperienza straordinaria per chi ha scelto di viverla: un trekking di 90 km suddiviso in sette giorni, da un estremo all'altro del Parco Regionale del Matese. Ogni anno l'itinerario è diverso. Punto fermo sono le soste in tenda o nelle strutture ricettive presenti sul percorso, e l'animazione offerta dalle associazioni e le amministrazioni comunali incontrate sul cammino: serate musicali e spettacoli teatrali si alternano ad osservazioni astronomiche, laboratori enogastronomici o visite ai beni archeologici. Nata dalla passione di un gruppo di giovani soci dieci anni fa, la Traversata del Parco Regionale del Matese è oggi candidata ad entrare tra i cammini riconosciuti di interesse nazionale del MIBACT. Infatti la Traversata rispetta in toto i dogmi del Bidecalogo CAI, ovvero il "documento programmatico per la protezione della natura alpina". Il libro, oltre a parlare della traversata in se e per se, dei suoi saperi e sapori, dei suoi suoni, rumori e colori, dei suoi momenti di ozio e di divertimento, vuole inoltre essere una guida sul come camminare, sul cosa mettere nello zaino, sulle architetture delle Terre Alte. Un capitolo speciale è riservato alla galleria fotografica relativa ad ogni singola edizione della Traversata ed ai racconti, ai pensieri ed alle riflessioni dei traversatori.
La pubblicazione è stata possibile grazie alla sinergia tra la sezione matesina del Club Alpino Italiano e l'Ente Parco Regionale del Matese, che da diversi anni, ormai, sono "compagni di cammino" nel perseguire obiettivi di tutela, promozione e valorizzazione del territorio matesino. Da segnalare la presenza, nella decima edizione della Traversata, delle sezioni molisane del CAI, con le quali si è inoltre iniziata una collaborazione finalizzata alla costituzione del Parco Nazionale del Matese.

di Anna Lisa Golvelli (Addetto Stampa Regionale)

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Presentata la pubblicazione sul decennale della Traversata del Parco Regionale del Matese...sopraggiunge il momento dei ringrazimenti!
Grazie agli autori Alessandro Valle e Sandro Furno ..si i ringrazia l'Ente Parco Regionale del Matese e la Tipografia Bandista per il fondamentale contributo nella realizzazione di questo progetto. E poi grazie a Lorena Golvelli e Nicolò Chiaramonte per l'impaginazione....ed agli autori delle fotografie Linda Biondi, Sabine Genz, Lorena Golvelli, Ercole Fiorillo, Sandro Furno, Rocco Pasquariello, Maurizio Russo, Alessandro Santulli e Alessandro Valle. E poi ancora grazie a chi ha partecipato al capitolo «Racconti, riflessioni e pensieri dei Traversatori», ovvero a Daniela Di Salvia, Lorena Golvelli, Maurizio Russo, Antonella Petrazzuolo, Anna Lisa Golvelli, Francesca Ciotte, Nando Pirro, Edoardo Sermasi, Annelise Loersh, Carlo Scatozza, Letizia Obertis, Paolo Aversano, Giovanna Campanella, Concetta Moscatiello, Massimo Massimo Giuseppe Azzoni e Sabine Genz, Maria Antonietta Scaringi, Angela Santantonio, Anna e Gennaro Santo, Giuseppe Colapietro. E poi ancora grazie a tutti coloro che in questi dieci anni hanno contribuito affinchè la Traversata si realizzasse, e crescesse di anno in anno. E infine grazie al past President Franco Panella, per le energie che ci mette in tutto quello che fa...

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Intervento all'"IMBOSCATA"2015

X^ TRAVERSATA DEL PARCO REGIONALE DEL MATESE

2006-2015


 

Cari amici,

la Traversata del Parco Regionale del Matese è giunta ormai alla X edizione.

Essa ben si colloca all’interno del tema dell’Imboscata “camminare… per conoscersi”.

La Traversata nacque dall’idea di Sandro Furno di dotare il neo Parco Regionale del Matese di un proprio percorso di trekking che lo attraversasse da parte a parte.

Sandro mi espose la sua idea durante le numerose chiacchierate sia in sezione che fuori.

Ne fui subito entusiasta. Dissi subito di si per affiancarlo in questa impresa.

Così iniziò “l’avventura”

Insieme ad altri “caini” iniziammo a verificare la fattibilità di tale idea percorrendo i vari sentieri che poi uniti avrebbero dato vita al sentiero unico della traversata.

Alla fine giungemmo ad un percorso che univa la parte beneventana a quella casertana, ossia dal Ponte di Annibale nel Comune di Cerreto Sannita a Capriati al Volturno. Il percorso era di circa 100km da percorrere in 7 giorni.

Negli anni a seguire abbiamo cercato di implementare i nostri obiettivi. Avevamo già un percorso su cui lavorare, ma volevamo inserirlo in un contesto di turismo eco-sostenibile, in modo da renderlo fruibile ai più. Abbiamo così implementato la traversata, promuovendo la conoscenza del territorio, delle popolazioni e delle loro tradizioni popolari nonché della gastronomia locale.

Già dal secondo anno di esperienza del trekking, sono stati elaborati dei percorsi alternativi o varianti del precedente. Sempre alla ricerca dell’”ITINERARIO” più idoneo, più completo, più esaustivamente rappresentativo.

La logica seguita era di individuare dei punti di snodo strategici per collegare le singole tappe tenendo conto delle “emergenze turistiche”. Luoghi come Miralago, Bocca della Selva, il villaggio turistico “Calvarusio” e le maggiori strutture agrituristiche la Falode e Capo le Mandre (all’epoca molto attiva).

Facendo tappa nei centri urbani, abbiamo ricercato l’opportunità di beneficiare del valore aggiunto datoci dalle manifestazioni locali in essere. Abbiamo immaginato di poter attivare una sorta di scambio, portando a nostra volta il contributo all’evento. Spesso ci siamo cimentati con loro in termini di animazione sociale.

Anno dopo anno questa ricerca dell’”unico” itinerario ha pian piano lasciato il posto all’idea di una varietà di itinerari possibili, e questo per diversi motivi. In primis, abbiamo preso consapevolezza che ogni volta che si provava un nuovo percorso-tappa o una variante, scoprivamo l’opportunità di una nuova interpretazione di aspetti singolari e caratteristici, ora paesaggistici, ora naturalistici, ora storici, ecc.

Notavamo nei partecipanti il positivo apprezzamento della modifica di itinerario, che rende la partecipazione alla “Traversata del Parco Regionale del Matese” ogni volta nuova e diversa. Una Traversata non monotona e rinnovata non solo nell’elenco degli escursionisti, ma anche nella sostanza del viaggio stesso. Crediamo che questo rinnovarsi annualmente sia la ragione principale per coloro che hanno deciso di ripetere l’esperienza negli anni successivi, anche per molte annualità.

Questa medesima sensazione è stata vissuta in prima persona da noi organizzatori. Rimettersi ogni nuovo anno all’opera con creatività per costruire e progettare gli itinerari-tappa più adatti ad interpretare e conoscere il nostro bellissimo Matese, “lì ed allora”, è senz’altro più stimolante e affascinante rispetto ad una ripetitività schematica. Che ne pensate?


 

Ma veniano al tema della manifestazione: “Camminare….per conscersi”


 

Il termine camminare dai dizionari della lingua italiana viene definito come il “muoversi spostando alternativamente in avanti i piedi e le gambe”. Ma la nostra idea non era solo quella.

La nostra intenzione era che i partecipanti alla traversata avessero il tempo di interagire autonomamente con il territorio e con il gruppo di appartenenza. L’idea della traversata non è nata come un percorso agonistico ma come un percorso lento seppur con una tempistica ben precisa scandita da una tabella di marcia.

Se è vero che nel trekking il viaggio non consiste nel giungere a destinazione, quanto nel percorso, nelle emozioni ed esperienze che si vivono durante il cammino verso la tappa successiva; allora la “Traversata del Parco” non può essere assolutamente un itinerario per superuomini o superdonne, né una selezione per highlanders (di cui, come è noto, uno solo è destinato a rimanere il vincitore).

Si è pensato come una passeggiata al ritmo dello “slow walking”. Il camminare con lentezza, dove ci si può concedere anche il tempo di un riposo pomeridiano all’ombra del bosco, oppure sospesi in una comoda amaca da trekking, o ancora stesi al sole sul prato di una radura.

La tempistica della tappa può variare da giorno a giorno, tenendo conto del grado di difficoltà , della distanza da percorrere, delle condizioni meteo, della distanza dai punti di approvvigionamento acqua ed altro ancora.

Per agevolare questo tipo di approccio “light”, abbiamo sempre ritenuto utile organizzare un servizio di logistica che segue/precede il gruppo, trasportando la parte più ingombrante e pesante del bagaglio.

Sarebbe stato possibile anche per chi lo avesse richiesto portare tutto il bagaglio al seguito, ma non era la nostra idea. Un bagaglio troppo grande e pesante sarebbe stato sicuramente un fattore limitante per tanti.

Sovente le persone che partecipano alla traversata non si conoscono minimamente e quindi ecco il primo passo che si compie…la reciproca conoscenza….spinti dalla giusta curiosità.

In questa ottica si creano e si rafforzano anche i rapporti interpersonali, basati soprattutto sulla cooperazione e sul rispetto reciproco.


 

Ogni persona partecipa con il suo bagaglio culturale e spirituale che mette in relazione con quello degli altri.

Ognuno si comporta rispettando i propri schemi mentali e spesso i propri limiti non corrispondono a quelli degli altri. E’ a questo punto che inizia la fase di crescita dell’individuo.

In tutto ciò il territorio ci aiuta moltissimo:

lo stare una settimana a stretto contatto, implica obbligatoriamente l’instaurazione di un rapporto interpersonale anche con persone che magari a prima vista possono risultare antipatiche;

le difficoltà che esso ci prospetta e l’aiutarsi reciprocamente creano senz’altro uno dei legami più forti nel gruppo e sicuramente il più duraturo.

Tutti questi fattori non fanno altro che mettere in relazione i partecipanti tra loro e soprattutto con se stessi. Ognuno ha la possibilità di verificare i propri limiti capendo anche dal comportamento degli altri come superarli; insomma, si rafforza principalmente la propria autostima.

Il nostro compito in questo campo è piuttosto arduo, in quanto le nostre conoscenze accademiche sono in altre discipline.

Speriamo di aver svolto in questi anni il nostro compito in maniera egregia facendo leva sulla cordialità e la simpatia.

Oggi, dopo dieci anni , speriamo di essere riusciti a dare un nostro piccolo contributo al Parco Regionale del Matese, vista l’affluenza di persone che ogni anno partecipano alla Traversata.

Pertanto vorremmo soprattutto ringraziare i partecipanti che, con la loro fiducia ci hanno permesso di arrivare alla decima edizione.

Ringraziamo inoltre tutte le autorità locali, associazioni , gli abitanti dei luoghi che abbiamo visitato e tutti i soci CAI che hanno dato la loro disponibilità.

La Traversata deve essere vissuta e non raccontata, pertanto chiudiamo invitandovi a partecipare, solo così se ne può apprezzare l’ESSENZA!

f.to Alessandro Valle - Sandro Furno