Manutenzione sentieri

Manutenzione dei Sentieri 19/03/2017

Giornata di manutenzione del sentiero dei monaci ”Cai 152” da Valle Orsara a Piedimonte Matese per Santa Maria Occorrevole. Questo fine settimana mi trasferisco a Piedimonte Matese,la mia amica Barbara mi ospita e ci impegneremo in questa nuova attività Sono iscritta al Cai di Piedimonte da poco e questa giornata mi servirà più che altro ad inserirmi meglio nelle dinamiche di gruppo, alla conoscenza delle persone ed alla convivialità che ne è sicuramente un aspetto molto piacevole. Non è la prima volta che esco in escursione con loro e  mi ha colpito favorevolmente che alla fine dei percorsi ,per quanto duri e faticosi siano, c’è sempre un momento di confronto di incontro e di piacere. In altre passeggiate  la maggior parte dei partecipanti scappano per far ritorno alla proprie auto con saluti frettolosi e superficiali, con il cai di Piedimonte mai e mi piace al punto che ho deciso, con la disponibilità di Barbara ,di restare anche questa domenica sera e rientrare a Napoli direttamente Lunedì. Appuntamento alle otto al solito posto , Franco direttore dei escursione è in pole position a distribuire guanti cesoie ed attrezzi vari. Vorremo prendere un caffè ma praticamente ci viene negato, riusciamo a dirigerci al bar solo dopo esserci rese conto che mancavano all’appello ancora 2 persone… ne approfittiamo .Secondo appuntamento a Valle  Orsara da dove inizia  Il Canyon del Matese che arriva e percorre quella che è chiamata la valle dell’infermo. Escursione effettuata un paio di anni fa all’inizio delle mie esperienze di trekking con un gruppo del Matese. Il Canyon è formato  da una profonda insenatura nella roccia che solo in alcuni punti è raggiunta dalla luce del sole. Il percorso si dirama proprio sul letto di un torrente, le cui acque abbondano solo d’inverno. Più avanti si raggiunge il punto più suggestivo della Valle dell’Inferno, le cosiddette “Pinteme Jonte” ovvero pareti di roccia unite. Qui, la forte influenza dell’acqua e dei rigidi periodi invernali hanno favorito il modellarsi della roccia fino a creare un vasto canyon dalle forme bizzarre…. Ma questo è un altro racconto oggi siamo sul sentiero dei Monaci. Franco suddivide i gruppi e ci organizza nelle attività poiché ci sarà anche una parte formativa a cura di Sandro Furno che ci insegnerà l’uso della bussola e le tecniche basilari per non perdersi. Il primo gruppo si prodigherà nella manutenzione e nel rifacimento della segnaletica rossa e bianca , il secondo si accoderà a Sandro per ascoltare e esercitarsi sulle bussole e le cartine messe a disposizione. Mi piace l’aspetto di questa giornata in fondo facciamo parte di una associazione centenaria e seria che non si improvvisa ed a parte i bellissimi paesaggi, i momenti intensi di pace che si riescono a vivere durante le escursioni e giusto ed interessante anche capire come e perché seguiamo quelle strisce rosse e bianche e sopra tutto  che c’è qualcuno che le cura per la sicurezza di tutti. A metà percorso i due gruppi si alterneranno e si parte . Momento catartico la prima pennellata sembrava di essere in una sala operatoria…. Spazzola di acciaio per rendere ruvida la pietra, scotch   per segnare il quadrato dove apporre a pennellata rossa, per quella bianca bisognerà aspettare l’asciugatura altrimenti diventerebbe tutto un pasticcio rosa, taglio si rami ed licheni che nascondono il segnale. E così’ lungo tutta la salita. Non ho attrezzi per collaborare ed in fondo siamo tanti ; mi dedico alla ricerca interessante e fruttifera degli asparagi che adoro. Cespugli di asparagina si nascondono nella vegetazione e fra le rocce ben occultati alla radice.. gli asparagi, un compagno di escursione ne raccoglie parecchi ma è davanti e quindi avvantaggiato e per di più io sono una cittadina strutturata per cui non ho l’occhio da cercatrice .Tra le rocce la primavera sta scoppiando, fiori dai colori sgargianti , germogli di un verde intenso fanno mostra di se come in un caleidoscopio Stacco il gruppo insieme a due compagni e ci fermiamo al belvedere ed è sempre spettacolo. Il panorama spazia a 360 gradi da San Gregorio Matese a  Castello e sotto di noi Piedimonte, sulla sinistra ,tra i cespugli, si intravede il campanile di San Pasquale ,in lontananza i rintocchi delle campane fanno eco ed il suono del silenzio ti riempie. Arriva il resto del gruppo e ci intercambiamo.Sandro ci consegna bussole e cartine e ci indica come cercare i punti cardinali e le coordinate diciamo che le prime due spiegazioni mi sono arrivate, sulla terza ho avuto un attimo di difficoltà e me la sono dovuta far spiegare ancora…non sto qua a raccontarvi cosa abbiamo imparato tra la pratica e la teoria ci sono i libri di spiegazioni. Ancora qualche centinaia di metri e sbuchiamo sul prato del convento di Santa Maria Occorrevole. Purtroppo la giornata non è un bellissima, c’è vento e fa pure fresco. Quel magnifico prato con il sole è uno spettacolo alla spalle il convento e davanti il campanile che si affaccia su tutta la valle ai piedi del Matese ci sono salita spesso in escursione ed anche solo con la mia amica Barbara . Un luogo che mi da pace e che mi mette serenità. E’ il momento delle vettovaglie  il gruppo si è notevolmente compattato praticamente a finire il lavoro dei segnali sono rimasti i più giovani e Franco e sui tavoli da picnic compaiono panini vino formaggi la mia pizza di scarole ed altri prodotti del territorio tutto viene diviso e si mangia di gusto anche se il freddo non ci fa stare proprio al meglio. A riscaldarci ci pensa un ottima “sbriciolona”e del liquore di prugnolo fatto in casa da Barbara.  Appena terminato il pranzo arriva Franco con i ragazzi e come sempre con lui arriva anche un salamino spettacolare che offre a tutti. Il programma avrebbe previsto il ritorno per la stessa strada per completare la manutenzione ma in tantissimi decidiamo di scendere per il sentiero di San Pasquale che arriva direttamente a  Piedimonte. Ci prendiamo l’impegno però di pulire da tutta la plastica che vi hanno gettato una parte  del sentiero, opera improba ne siamo riusciti a roccogliere  un bel po’ ma ne è rimasta una quantità enorme. E’ assurdo pensare che noi stessi siamo la causa dell’inquinamento e della distruzione della natura mi fa rabbia. tanta rabbia. Lasciati i grandi sacchi di rifiuti alla base del percorso ci avviamo al centro dove con ponte auto recupereremo le altre lasciate a Valle  Orsara. Ci accomodiamo al bar aspettando Franco ed oggi si chiuderà la giornata con una piacevolissima birra e patatine

Rita Sarno