La terra dei castagni e dei vulcani

 

In caldere ribollenti gorgogliavano

Misture di fuoco, gas e minerali

Fra violenti tripudi di colori

Impetuose sulla Crosta imperversavano

 

 

La Terra dal passato tormentato

Stravolge le sue forme e i lineamenti

Catastrofi scandiscono gli eventi

Millenni cupi sotto un cielo antico

 

 

C'incontrammo di domenica mattina

Animati dal desìo di camminare

Percorrendo la dorsale del cratere

del Vulcano spento di Roccamonfina

 

 

Spontanee fioriture di orchidea

Rapivano lo sguardo dei passanti

Magnifici dettagli variopinti

Segnali d' incipiente primavera

 

 

Il suolo rivelava i suoi misteri

Lapilli, magma e tracce di eruzioni

Iscritti sulla forma ed i colori

Di minerali bianchi, rossi e neri

 

 

Raggiunto poi un arioso belvedere

A contemplare il mondo là indugiamo

La costa, Sessa e il fiume Garigliano

L'inverecondo impianto nucleare

 

 

In cima s'insediarono i Sanniti

Che cinsero di mura l'abitato

Difesero con spirito mai domo

I territori innanzi conquistati

 

 

E' il regno di giganti secolari

Scultorei sulla strada del ritorno

Ricorda il paradiso e un po' l'inferno

La terra dei castagni e dei vulcani

 

di Lorenzo Schettini